Giorno 192

Aggiorno un po’ in ritardo ma ieri è stata una giornata campale. Partenza alle 4 del mattino per Machu Picchu. Lo scortese autista del pulmino non dice una parola e ascolta brutta musica peruviana a tutto volume. Affronta le numerose curve sportivamente e quando un signore sta male e vomita, continua a guidare senza dire niente. Finalmente arriviamo a Ollantaytambo; sotto una pioggia scrosciante andiamo alla stazione ferroviaria e prendiamo il treno per Aguas Calientes, cioè Machu Picchu. Il viaggio in treno dura circa due ore ed è molto confortevole. Ad Aguas Calientes continua a piovere ma mentre aspetto l’autobus che mi porti alla città Inca, la pioggia si ferma e mi lascia vedere il paese di montagna turisticissimo da cui tutto il mondo passa per andare a Machu Picchu. Quando è il mio turno, in una trentina di minuti di tornanti arrivo all’ingresso del sito. Ci sono decine di guide per i più di 8.000 turisti che tutti i giorni visitano questo magico sito. Ovviamente non si può fumare e mangiare all’interno ma Felix ci dice che è vietato anche saltare, perché tutti questi visitatori possono fare sprofondare la città Inca. Incomincia il giro di quasi tre ore: il battito cardiaco ha dei picchi dovuti all’emozione di trovarsi di fronte a uno spettacolo simile. Una città meravigliosa costruita dagli Inca secoli fa: due precipizi profondissimi la difendevano, intorno altissime montagne considerate sacre. Eppure gli Inca hanno abbandonato questo gioiello di architettura lasciandolo incompiuto, gli spagnoli non l’hanno mai raggiunto, la natura selvaggia ha ricoperto tutto in un certo senso preservando per secoli questa meraviglia. Poi nel 1911 l’americano Hiram Bingham arriva quasi casualmente fino qui e ci trova due famiglie indigene che vivono in mezzo a queste foreste selvagge: c’è anche un unico bambino di 11 anni. Sarà lui la prima guida ad accompagnare Bingham alla città nascosta. Ci vorranno alcuni anni ma il sito verrà ripulito e si offrirà in tutta la sua magnificenza, rivelando segreti su questa straordinaria civiltà, molti dei quali restano avvolti nel mistero e richiedono ancora studio. A quasi 2.500 metri di altezza, oltre che all’attrazione turistica, c’è un patrimonio artistico, culturale, di architettura e di ingegneria in gran parte ancora da scoprire. Sono incantata. Decido di tornare in paese con l’autobus. Ho qualche ora per passeggiare ad Aguas Calientes; poi di nuovo treno e autobus nella notte da Ollantaytambo a Cusco. Anche quest’ultimo tratto è abbastanza avventuroso perché le forti piogge hanno provocato molte frane sulla strada e soprattutto perché l’autista ci fa scendere tutti ed attraversare un ponte sopra un fiume impetuoso a piedi, preoccupato del peso eccessivo dell’autobus. Alla fine comunque raggiungiamo Cusco. Ecco il motivo per cui ho aggiornato il sito in ritardo.

Uno dei primi spettacoli
I tetti sono ricostruiti
Particolare
Tempio delle tre finestre
Particolare
Andenes agricole
Altare cerimoniale
Porta di ingresso
Panorama
Foto di gruppo

6 pensieri su “Giorno 192

  1. Madonna che roba fantastica. Certo che sti pullman tra autisti strani e ponti su fiumi impetuosi… che avventura💪💪💪🤗🤗🤗😍😍😍

      1. Magari una volta o l’altra da dietro un angolo spunta Michael Douglas (quello di 25 anni fa) come nel film “All’inseguimento della pietra verde”!

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