Il filo di Arianna 2021- n.2

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Rembrandt, Due donne che insegnano a camminare a un bambino (1635-36 ca.), disegno a sanguigna, Londra, British Museum

Rembrandt. Era il 1600 e questo schizzo è di una modernità unica, l’immediatezza del tratto sanguigno, poche linee tracciate senza esitazione, trasmettono il senso di tre generazioni che avanzano insieme. Parola chiave: modernità. La bambina ha un’astronave in  testa. Chissà dove arriverà?

( Ci ha raccontato Marusca, nel gruppo del pomeriggio-sera, che si tratterebbe di un copricapo imbottito fatto usare ai bambini per proteggerli dalle cadute)

Scrittura libera

Anonimato

Il fiume di gente si muove in direzioni diverse, con stop, rallentamenti, riprese scattanti ed io mi ci tuffo dentro. Non voglio dare l’impressione di essere una turista svagata che si incanta ad ogni scorcio e con il naso all’insù scatta foto e selfies. Perciò cammino per lo più a ritmo sostenuto. La sensazione più forte di appartenenza a questa massa informe ce l’ho quando devo attraversare le larghissime avenidas, per ognuna ci sono da superare quattro o più semafori, carreggiate diverse con autobus e veicoli sfreccianti. In Europa non ho mai visto strade così immense. Gli esseri umani si fermano al rosso, si aggrumano in prossimità delle strisce pedonali, e al verde si riversano come un’onda mentre incomincia il conto alla rovescia per avvisare che bisogna andare in fretta. Per lo più mi hanno avvisato tutti di stare molto attenta, cuidate mucho! è diventato uno dei miei mantra. Quindi il mio sguardo non si può soffermare sugli altri individui, generalmente non posso viaggiare con l’immaginazione creando storie e vite, drammi strazianti e gioie intense, anche se di nascosto lo faccio lo stesso. Una cosa che posso fare però è fondermi nella massa, godere sfrenatamente dell’anonimato, non essere nessuno ed essere tutti allo stesso tempo. Chi viaggia da solo non è mai solo.

Brava, Giorgia! Un testo fulminante, pieno di energia. Ho solo accorciato una frase

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