I giorni e le notti n.1


Edouard Vuillard, Donna che legge, 1893

Sensazione di gonfiore ed ingobbimento, chiusura. La porta chiusa mi sembra più grande, importante. Quello che c’è non si vede o spunta appena come i piedini bianchi.

LA PORTICINA

Sally si risveglia dalle sue fantasticherie e si ricorda di Giulia: “Adesso ti porterò a conoscere la vera Alexandria, misteriosa e conturbante, altro che Delices! E soprattutto senza la presenza di quella scocciatrice di Giorgia, che mi sta sempre con il fiato sul collo. Andiamo libere alla ricerca di Mr. Mohab, vedrai come ti piacerà…”

Giulia accetta volentieri la proposta di  Sally e la segue. La  cittá è un agglomerato tutto arruffato di cani, uomini, gatti randagi, colori cangianti, stoffe che ballano nelle donne con il vento che  arriva dal deserto. Si sente persa ma anche affascinata da tutto e tutti quelli che gli girano intorno. Pensa che se non ci fosse Sally si sarebbe persa in mezzo alla folla. Comunque é piena di aspettative su quello che sta per succedere, sente che é l’inizio della sua vera avventura: senza Ana, finalmente!

E così le due ragazze stordite dalla baraonda della Corniche piena di gente, di automobili, di carretti trascinati da cavalli macilenti, di mascruah che strombazzano nella folla, si incamminano verso la fortezza di Qaitbay, costeggiando il mare che si infiamma nel tramonto. 

“Aspetta! vai piú piano” urla Giulia mentre si ferma a riprendere il fiato.

“Dai, sbrigati! Se Giorgia e Ana ci scoprono ci rimettono nelle loro storie .”

Prima di arrivare alla Cittadella però riattraversano la strada più o meno all’altezza del mercato popolare di Manceia; anche lì però non arriveranno mai. Qui le facciate dei palazzi sono annerite, immondizia e calcinacci ovunque, i marciapiedi sono tutti rotti, abbastanza spesso ci sono esseri umani infagottati in vecchie coperte buttati per terra, forse addormentati.

“Ma non andiamo alla fortezza? Neanche al mercato? Dove mi stai portando?”  chiede Giulia con il fiatone.

Sally continua a camminare velocemente senza rispondere.

Ad un certo punto si ferma davanti ad una minuscola porticina tutta scalcagnata di quella che forse è una bottega. Ci sono tre gradini in discesa, un bambolotto sporco con un occhio aperto ed uno chiuso, un gatto arruffato che sonnecchia: due custodi muti per l’ingresso ad un’altra dimensione. Giulia ha un po’ paura ma non puó guardare oltre perché sbagliare un passo potrebbe essere pericoloso. Sally invece è tranquilla e la conduce sicura attraverso questo ingresso misterioso, puzzolente e buio, perché la porticina che ha dei vetri lerci è aperta. All’interno come per magia i rumori tacciono, la poca luce lascia intravedere i resti di un divano sfondato e logoro, c’è tanta puzza di pipì di gatto. Avanzano ancora, in silenzio, quasi a tastoni, ma forse è meglio non vedere cosa stanno attraversando. Ad un certo punto sembra di scorgere un piccolo spiraglio di luce più avanti. Sally sembra presa da una forza sovrumana, cammina più veloce, più sicura, si sente quasi felice e di certo è emozionata, il cuore le batte più forte. Giulia è terrorizzata, ma non puó tornare indietro anche se sarebbe il suo maggior desiderio: in questo momento comincia a pentirsi della sua decisione.  Sono sempre ad Alexandria ed è sempre una sera di settembre del 2024, ma quella porticina ha portato entrambe in una nuova dimensione spazio-temporale. Sally sorride appena nel vedere in tutto il suo splendore Mr.Mohab che la guarda soddisfatto, affascinante con gli occhi da gatto quando fa le fusa: “Benvenute. Sally, ti stavo aspettando”.

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