Campo aperto n.11


Il pescatore, affresco dalla cosiddetta villa dell´Ovest ad Akrotiri, o Thera, nell´isola di Santorini, Grecia.I numerosi e ben conservati affreschi sono esempi di arte minoica risalente al II millenio a. C. Il giovane ha la testa dipinta di azzurro in quanto partecipe di una ceremonia religiosa, probabilmente un sacrificio. Venivano tributate offerte alle divinitá per favorire  la navigazione e i commerci all´inzio della nuova stagione, in primavera

Con i piedi sul mare, ben piantati però a terra. La testa è in alto sulle nuvole o nelle profondità marine, il capo è come un casco blu cobalto, i polipi sono le idee. L’uomo è  grande e mi sembra felice e soddisfatto della pesca.

QUESTO ADESSO E’ IL MIO POSTO

Sally vorrebbe tenere tutto sotto controllo, non dimenticare niente, non compiere errori, andare d’accordo con tutti, ma si rende conto che questo modo di amministrare la sua vita, soprattutto in una città  come Alexandria è proprio impossibile. Così si lascia andare, si abbandona ai contrasti, al caldo opprimente che si squarcia come un velo quando è vicino al mare, e lascia che la sua camminata veloce la trasporti attraverso delle brecce che la illuminano, lasciandola tramortita davanti alla bellezza e alla miseria, all´ estrema dignitàealla decadenza chedisfa, logora, stanca.

Occhi di bambini che guardano curiosi attraverso uno spiraglio tra la terra ed un cancello che li rinchiude.

Una stanza in penombra con le finestre aperte da cui entrano mosche fastidiose. Un tavolino basso ricolmo di cibi, posato trionfalmente e con solennità su un tappeto.

Una ragazza alla cassa del supermercato che ha delle grosse gocce sotto gli occhi e il velo:  sembrano lacrime ma sono solo sudore.

Di nuovo un bambino, di spalle, con i piedini lerci, neri i talloni ed i polpacci, che tiene per mano una bambina poco più grande di lui.

Scarponcini quasi da montagna che vengono sferzati dalle onde sulla spiaggia. Il ragazzo che li indossa sembra non accorgersene e continua a camminare fiero nel suo abito più bello.

Facciate annerite di palazzi, finestre piccole, luci accese sin dalla mattina.

Un mare di persone in un mare che ondeggia placido, frutti misti di costumi da bagno e vestiti completi, ciambelloni, ciador, cappelli vari. Indolenza molle.

Un semplice telo sbrindellato divide il lido, dove la gente si accalca sotto fitti ombrelloni come in un suk, tutti seduti su sedie di plastica come in un cinema all’aperto, dalla spiaggia dell’ Hilton, quasi deserta.

Vetrine piene zeppe di bambolotti appesi fino al soffitto. Guardano Sally con gli occhi di plastica, non sono gli unici indifferenti in questo mondo disordinato ed insostenibili.

Bellissimi flash, Giorgia, con emozioni ricchissime, tutte da esplorare o anche da lasciar cosí, perché il lettore esplori se stesso. Suggerisco, per concludere, una frase del genere “La Fortuna si nasconde dietro a maschere diverse”, perché é pur sempre la fortuna il tema centrale e ispiratore del tuo testo, La fortuna, il caso, la vitalitá, la capacitá di sopravvivere ma anche di vivere spensierato come il ragazzo che cammina sulla battigia o i bambini, sempre i bambini ( che tu scegli perché sono gli essere piú vitali e resistenti, altro che i piú deboli!).

Brava Giorgia, sei arrivata a una corda sincera e profonda della tua scrittura di questo periodo.

E riesci ad amministrarla, scrivendo anche in modo frammentario, mas enza rinunciare alle parole e a guardare il mondo in faccia.

A questo punto la mia domanda é: perché Sally e non “io”? Cosa c´é di diverso tra te e lei? O vuoi creare una te stessa fuori di te?

L´alter ego generalmente ha solo qualcosa del soggetto, ma é una maschera a tratti irriconoscibile, o comunque diversa. Sally ti assomiglia troppo. Forse devi raccontare piú di lei.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.