Orizzontale verticale n.5


Auguste Rodin, Il pensatore, (1880-1902), fusione in bronzo, Musée Rodin, Parigi

Tutto ripiegato su se stesso. Venature, tendini in evidenza, bitorzoli sulla schiena imponente. È un macigno così umano che mi spinge a trattenermi dal volergli urlare: ma perché non alzi lo sguardo in alto? Non vedi che bellezza c’è nel cielo?

NON LO SO

Non lo so cosa ci faccio qui

Però me lo faccio piacere

Non lo so perché la signora russa o bielorussa si è travestita con il burka

Però immagino una storia di spionaggio industriale piena di assurdità

Non so il motivo per cui certi sorrisi fatti con gli occhi mi riempiono di turbamento

E la diffidenza e la fiducia si fondono riempiendosi di mistero

Non so perché a volte preferisco non guardare, non vedere, non capire

Ed altre invece gli spicchi di mondo che guardo, vedo e capisco mi riempiono di gioia

Sono molte le cose che non so

le lingue che non conosco, i paesi che non visiterò, i libri che non leggerò

E poi arrivo al mare

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