
Joan Miró, Poème III del tritticoPoème, 1968,
Acrílico su tela, Fondazione Joan Miró, Barcellona
Sospensione: galleggiamento e limbo. Le due lettere stanno lì in mezzo e rimandano a infiniti suoni e sensi (mah…, il ma come però, mamma, mattino…), ma anche i bolli pelosetti, come quelli neri e basta, come le linee nere spesse e le più sottili in alto (come antenne alla ricerca di qualche segnale). L’ unico che sembra avere un po’ di carattere è il grande spicchio azzurro, ma per il resto niente e nessuno ha un’idea di dove andare, una meta, un senso.
ZERO DI ZERO
Glielo avevano sempre detto che valeva meno di zero, che non avrebbe potuto farcela, che non era in grado di raggiungere nessun risultato. Doveva mettersi il cuore in pace e accontentarsi degli obiettivi minimi.
Fin da piccola, una bambina minuta, bassina, sempre alla ricerca di approvazione ma tutto sommato abbastanza insignificante, uguale a tante altre, si aggirava nel perimetro del suo mondo circoscritto: la stanza, l’appartamento, il cortile, la casa dei nonni, i giardini pubblici, la scuola elementare; e si accontentava dei sogni e delle aspirazioni che gli altri avevano per lei: un percorso scolastico regolare senza infamia e senza lode, un lavoro tranquillo, un fidanzato adatto a lei che poi magari avrebbe sposato, uno o due figli. E basta.
E’ proprio questo che sta pensando mentre con il cappuccio della felpa ben calato in testa, spacca a colpi di bastone la vetrina dello store di Armani, dà fuoco al cassonetto, urla insulti ai poliziotti in tenuta antisommossa. “Non vali niente! Zero di zero!”
Paradossalmente ( non so se ne avevi l’ intenzione) le frasi finali, il discorso diretto, possono valere sia per la ragazza che per i poliziotti che le stanno davanti. Chi le pronuncia? Chi descrivono? Chi offendono? Mi viene in mente Pasolini quando affermava che i poliziotti sono anche loro figli del proletariato. Certo che potresti sviluppare il testo, ma stavolta mi sembra che la tua vera intenzione non sia quella di raccontare una storia bensì quella di dipingere un quadro sociale, ambientale. Coraggio, continua. Penso che la realtà che ci circonda meriti di essere raccontata con un briciolo di attenzione e sensibilità. E tu ne hai da vendere.


