
Tomás Sánchez, Relación, 1986, Museo Nacional de Bellas Artes de Cuba, La Habana
In un primo momento sono rimasta lì così, pensando fosse una pubblicità. Poi ho capito un po’ di più: però mantengo l’impressione diun’ immagine pubblicitaria(per quali caratteristiche, Giorgia? Sapresti spiegarlo?), anche perché sono libera e senza troppi filtri inibitori, e penso, mi lascio andare, mi abbandono a pensare alle belle cose che ci suggerisci: l’immagine mi ricorda l’ incastro magico delle relazioni, appunto delle affinità elettive che si incasellano, che combaciano come un puzzle. Anche il verde speranza predomina e mi rassicura.
TROPPO IMPEGNATA A RESPIRARE MI SONO DIMENTICATA DI SCRIVERE
Scusatemi, scusatemi tutti, ma voi che mi conoscete sapete che ho mille cosette da fare, e il respirare è una di queste. Così mi invento mille scuse per non scrivere, mi crogiolo in questo blando senso di colpa, condito anche con un pizzico di invidia(per chi? Per chi scrive? O per chi non se ne fa una colpa?), una spolverata di inadeguatezza, il tutto servito con una adeguata dose di paura. E tre righe sono già troppe per questa volta. Scusate ma devo andare.
Interessante, Giorgia! Respirare per fuggire. E’ comunque un bell’ esercizio di scrittura immediata e il ritmo è proprio quello di una persona che corre, che si affretta. Sul correre tu avresti molto da dire, sicuramente: ami la corsa, o la maratona, o il camminare in fretta.
E poi qui c’ è lo zampino di Paolo Nori. La poetica della spontaneità e dell’ autoironia. Pensiamo anche che Pirandello scrisse che “la vita, o si vive, o si scrive”. E tu la parola scritta, comunque, tua o altrui, l’ hai scelta già da un pezzo.Quindi, procediamo, ma senza fretta, amica mia.


