
Tomba del tuffatore, 480-470 a.C. Coperchio, 98 x 194 cm. Paestum, Museo Archeologico Nazionale. Paestum è un’ antica città romana situata nel Cilento, in Campania, a 25 chilometri da Salerno e ad 80 da Napoli.
Ma così si spezzerà il collo!!! Le tombe hanno un grande fascino per me. Questa è naif, come il disegno di un bambino di migliaia di anni fa, l’immagine incorniciata in una elegante greca, leggera e semplice come il tuffatore. Che comunque si spezzerà il collo.
UNA STORIA AZZARDATA
Era appena finita la stagione della spiaggia aperta al Four Seasons di Alessandria d’Egitto. Meta´ novembre, giornate più corte e frescariello. Con una certa nostalgia verso sera io e Maria Giuseppina, dopo avere attraversato il sottopassaggio profumato con i quadri d’autore, passeggiavamo ormai al buio verso il mare sapendo che il bagnasciuga sarebbe stato irraggiungibile per via della barriera di sabbia formata dalle ruspe per proteggere la baia dalle mareggiate. Quando ecco apparire una vecchietta con il deambulatore che si avvicina ed attacca bottone in inglese. Piccola, una volta bionda e con gli occhi azzurri azzurri contornati da rughe abbastanza profonde. Ci dice che è russa o bielorussa, non ricordo. Parliamo di balletto, di passeggiate, e degli articoli alimentari che si possono acquistare al supermercato gourmet Fresh Food nel centro commerciale all’interno della immensa struttura. Ci dice che alloggia lì. Da sola.
Nei mesi successivi la reincontrodi nuovo, due o tre volte, nella spa e al supermercato, sempre da sola ma disponibile alla chiacchera.
Cosa ci faccia una donna dell’est di una certa età, da sola in un posto del genere non mi sorprende più di tanto, forse perché non é raro vedere qui personaggi stravaganti.
Poi un giorno d’estate sto andando in spiaggia come al solito ed insieme a me chiamano l’ascensore per scendere un uomo egiziano di mezza età dall´aspetto insignificante ed una donna anziana che cammina con difficoltá, coperta da un velo con il burka e di nero vestita. La vedo prima di spalle. Parla arabo con quell’uomo. Nella grande cabina però i nostri sguardi si incrociano. Sono gli occhi della vecchietta russa o bielorussa!
Non un cenno né un saluto. Chissà perche’?


