
Giorgio De Chirico (1888 – 1978)Piazza d’Italia Metafisica, 1921, olio su tela,Mannheim, Städtische Kunsthalle
Quello che si vede e quello che non si vede. Le ombre del passato si allungano ma gli archi che l’uomo ha costruito si slanciano verso l’alto e mi confortano. E così ci possiamo mollemente adagiare a riposare. Ce lo siamo meritati e ce la meritiamo tutti un po’ di bellezza.
La nostra Piazza
Piccola, raccolta ed acciottolata
come una conchiglia sulla sabbia
scalda solo per la sua mancanza
quando non c’è
Rivedo le schegge di cielo blu e di nebbia del passato
della piazza popolata, eppure silenziosa,
da abitanti che girano intorno alla statua centrale
Manichini che mi tengono la mano
e mi dicono di stringere
E adesso sono qui
Di questa piazza arrivano prima i rumori
I rumori e gli odori
Quando ci passo ogni mattino
mi accolgono gli sguardi curiosi
e una gran puzza di piscio
Poi si allarga enorme
Gli uomini urlano “Agami! Abukir! Mancheia!”
Richiamando i passeggeri diretti verso altri quartieri
Sulla sinistra la grande stazione ferroviaria inghiotte e sputa
svariata umanità
Di fronte , giardini recintati
dove nessuno può entrare
Centinaia, migliaia di piccoli autobus sgangherati,
carretti trainati da muli indolenti
Nel solito punto un uomo senza gambe su una sedia a rotelle rossa
Tanti tanti bambini, giovani, vecchi, storpi e deformi
avvoltolati in coperte pulciose a terra, sporchissimi
Al loro fianco mucchi di immondizia
dove rovistano persone e animali con la stessa voracità
Uno vende pesce, uno vende pane, un altro ancora qualche frutto
o insalata, rocchetti di filo
Quando finisco di attraversare la piazza e prima di buttarmi
nella vecchissima e macilenta Sciara Sharif
di fronte mi salutano l’enorme mercato coperto
e lo sgangherato tram
Qui la mia vita si riempie di senso e di gratitudine(e qui ti ha baciato Ungaretti, mia cara!)
Lascio a te le considerazioni sul cambiamento ( di torno, immagini, registro) tra la prima e la seconda scena.
Interessante che il passato sia opaco e nostalgico, il presente vivissimo e drammatico. Energie completamente diverse e trasformate. Ci sei tutta tu in questi due testi, oppure Giorgia e Sally, come preferisci. I due mondi che ti porti dentro, con pari dignità ed affetto intatto, per entrambi
Complimenti, Gio’


